Palazzo Paesana
La costruzione di questo palazzo è dovuta alla famiglia Saluzzo di Paesana, signori del Marchesato di Saluzzo. Questa famiglia acquisì sempre maggiore importanza e, inseritasi nel contesto torinese, volle un'abitazione sfarzosa e imponente, tanto da fare concorrenza agli edifici della famiglia reale. Questa famiglia ambiziosa costruì Palazzo Paesana come una vera e propria reggia, ancora oggi è il più grande palazzo nobiliare di Torino. I costi di costruzione e di manutenzione furono esorbitanti, tanto che i proprietari furono costretti ad ospitare le truppe napoleoniche durante il loro dominio. Oltre alla sua maestosità il palazzo è famoso per alcuni macabri avvenimenti.
Nel gennaio del 1902 scomparve misteriosamente una bambina di sei anni Veronica Zucca. Nonostante tutte le ricerche possibili gli investigatori non vennero mai a capo di nulla, e nel giro di qualche mese l'opinione pubblica perse interesse al fatto. Nella primavera dello stesso anno, un falegname, chiamato per operare dei lavori a Palazzo Paesana, scese nelle cantine del palazzo e trovò in una cassa la bambina, uccisa con sedici coltellate. Il colpevole non fu mai scoperto, passarono i mesi e nuovamente si perse interesse per il fatto. Circa un anno e mezzo più tardi, sempre nella zona di Palazzo Paesana, scomparve un'altra bambina, Teresina Demaria. Il portinaio del palazzo, ricordando quando era successo, per curiosità andò a vedere nelle cantine e lì ritrovò Teresina, viva ma priva di sensi. Gli indizi portarono a Giovanni Gioli, uno spazzaturaio. Il ragazzo, ventiquattrenne, prima negò, poi si contraddisse, poi ammise che non potè uccidere la bambina perchè il coltello non tagliava, serviva solo a bucare. Gioli fu accusato e riconosciuto colpevole anche dell'omicidio di Veronica, venen rinchuiso in carcere e probabilmente morì in prigione.