Palazzo Bricherasio
Palazzo Bricherasio fu costruito nel 1636 e nel corso del tempo passò di proprietà tra molte famiglie nobili. Della struttura originale, purtroppo, non rimane praticamente più nulla se si escludono la facciata principale e il suo portone di ingresso. Il palazzo deve il suo nome agli ultimi proprietari, i Cacherano di Bricherasio, che lo rilevarono nel 1855. All'interno del palazzo è ancora possibile ammirare lo stemma dei Bricherasio, sul pianerottolo dello scalone monumentale, con la data 1863. Nel 1871, alla morte di Luigi Bricherasio, il palazzo venne ereditato dai figli, i conti Sofia ed Emanuele. Alla morte di Emanuele Bricherasio nel 1950, la sorella era morta alcuni anni prima, in mancanza di eredi il palazzo venne donato all'Opera don Orione. Nel 1990 la Società Palazzo Bricherasio lo rileva, e lo ristruttura. Da allora l'interno del palazzo è utilizzato come spazio espositivo per rassegne artistiche a livello internazionale.
Il conte Emanuele di Bricherasio era fautore di idee progressiste ed innovative, ed è proprio grazie a lui che Palazzo Bricherasio è stato teatro di un avvenimento che ha condizionato e influenza tutt'oggi la politica e l'economia italiana. Fu lui, difatti, a riunire a Palazzo Bricherasio alcuni nobili e avvocati dell'epoca per la firma dell'atto costitutivo della FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) avvenuta l'1 luglio 1899, dieci giorno dopo vi fu il rogito notarile. Il primo stabilimento venne inaugurato il 19 marzo 1900 alla presenza del duca di Genova.